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Pensieri di Genere

venerdì, 03 ottobre 2008

Ti ucciderò perchè...

Soffermiamoci dunque, ancora una volta, sull’omofobia. Stavolta però, su quella che fa davvero paura.

In questo frangente, il termine omofobia va a spiegarsi con il concetto di odio.

Odio per l’omosessualità e per gli omosessuali, che può sì, scaturire dal timore del fenomeno stesso – e qui ci ricolleghiamo al concetto di paura in qualche modo – ma anche essere pilastro di un astio fine a se stesso che troppo spesso si risolve in episodi di violenza anche gravi.

L’omofobia può ripercuotersi in maniera incredibilmente pesante sul soggetto verso cui viene riversato l’odio, e non si tratta necessariamente di un omosessuale, per quanto possa sembrare strano.

E’ sufficiente il dubbio, basta quindi che agli occhi di qualcuno – per ragioni spesso discutibili – un soggetto appaia come omosessuale, per far scattare la molla dell’omofobia.

Proviamo un po’ ad analizzare gli ambiti e i perché della manifestazione dell’omofobia.

Torniamo qualche secondo ai banchi di scuola.

Quand’ero una bambina io non si sapeva neppure cosa fosse l’omosessualità, cosa significasse la parola “gay”.

Adesso i bambini –anche molto piccoli, e parlo di 5-6 anni, quindi per le elementari son già belli e pronti – queste cose le sanno. E’ una conoscenza in realtà praticamente inesistente, che si forma per lo più per il sentito dire, e si sa come sono bravi i piccini con queste cose.

Ad ogni modo, la vastità del parco delle offese e delle prese in giro si è incrementata. Al secchione e al quattrocchi si aggiungono il gay e la lesbica.

Esattamente come gli altri termini, sono parole sputate fuori con la solita fanciullesca innocenza – e mi riferisco all’impossibilità di rendersi conto delle effettive possibili conseguenze – ed esattamente come gli altri termini e come le altre prese in giro, ancora una volta relativamente anche ai dati caratteriali –e sociali – del bambino, possono creare status, disagi e complessi alle volte irreversibili.

Ricordiamoci che stiamo parlando di bambini, ed è anche per questo che la cosa si fa più interessante.

Quando parliamo di un adulto, parliamo di una persona con una forma mentis già plasmata, con delle idee più o meno precise e consolidate, con una certa etica, con certe credenze.  E’ l’adulto a dare un’accezione alle parole che pronuncia.

Ma se il – i – bambino interiorizza un’accezione negativa delle parole gay e lesbica e impara sapientemente ad utilizzarle come offese e prese in giro, non è certo perché quel significato è stato lui stesso a darlo.

E’ l’accezione socialmente – e familiarmente – appresa, e questo dovrebbe dare da pensare.

All’omosessualità è data socialmente un’accezione negativa.

All’omosessualità è associato un significato negativo.

E questo mi sembra già un ottimo punto di partenza per la nascita e la crescita di fenomeni quali l’omofobia.

Attenuare questo potenziale fattore di rischio per la crescita di omofobie più o meno interiorizzate sarebbe in parte possibile se i genitori riuscissero ad instaurare del dialogo con i propri figli anche per quanto riguarda questi argomenti. Ma lo so io,e lo sapete voi quanto siano restii i genitori quando si tratta di argomentoni…Tant’è che moltissimi sono le madri e i padri che non si azzardano neppure a nominare la parola “sesso” ai figli, figuriamoci altro.

Ma già nell’altro post dedicato all’omofobia avevamo quantomeno appurato che il parlarne è soluzione o input per la soluzione…quindi passiamo oltre e concentriamoci sulla violenza omofobica.

Inizierei col dire che, al di la di tutto, la violenza di tipo omofobo si caratterizza subito in qualità di comportamento “stupido” e mi riferisco al concetto più profondo del termine.

I comportamenti stupidi sono quelli che riescono a nuocere agli altri senza procurare guadagno a colui che agisce. E’ quello che accade con la violenza omofobica.

Aggredire verbalmente e\o fisicamente un omosessuale\transessuale\persona che “appare” in quanto potenzialmente omosessuale procura certamente danni al soggetto che subisce queste aggressioni, e c’è da dire che spesse volte si tratta di danni, al di la delle possibili ferite fisiche, psichici devastanti.

Se si prendono ad esempio i ragazzi maltrattati per altro – specie nell’ambito dei gruppi di pari – quindi che so, la forma fisica, il portare gli occhiali, l’andare troppo bene a scuola, beh, sappiamo che alcune persone particolarmente fragili –al momento o anche in seguito – percepiscono le ripercussioni di quegli attimi per lunghissimi periodi, alle volte per la vita intera.

E la stessa cosa può succedere e a volte appunto succede, ai ragazzi e alle ragazze aggrediti in quanto omosessuali – o, ribadisco poiché “lo sembrano”.

Mentre però gli altri “status” su elencati sono potenzialmente soggetti a variazioni di tipo anche immediato (Il ragazzino paffuto dimagrirà, la secchiona si darà alla pazza gioia, e l’occhialuto inizierà ad usare le lenti a contatto),  le eventuali modificazioni dell’orientamento di un soggetto non seguono gli stessi procedimenti, possono essere impercettibili, appena percettibili, o comunque insorgere in modo molto lento.

Insomma, il soggetto è e si sente aggredito, molestato, non accettato,per qualcosa che fa strettamente  parte di lui.

Immagino che il resto delle implicazioni dell’omofobia nei gruppi di pari e nel’ambiente scolastico possiate facilmente immaginarle e realizzarle se avrete voglia e tempo di riflettere sull’argomento, cosa che mi auguro vivamente :P

Proviamo a tornare al concetto a cui ho accennato poco fa..quello della stupidità.

Dicevo che questo tipo di omofobia non procura alcun tipo di guadagno al soggetto che la compie, ma proviamo ad andare un po’ più a fondo. Davvero un ragazzo\una ragazza che esercita violenza omofoba non ricava nulla dalle sue azioni?

In senso concreto e a lungo termine, no, il nostro omofobo non ricava davvero nulla di buono per se ma c’è un ma..

Perché al nostro omofobo sembrerà di guadagnare qualcosa ed in effetti qualcosa in tasca gli tornerà.

Proviamo a prendere in considerazione in fatto che la maggior parte delle aggressioni omofobe – e anche di altro tipo, ma il blog, come sapete, si sofferma su pochi argomenti, avvengono per mano di gruppi di persone, generalmente molto giovani. Talvolta è solo una persona ad agire, ma sempre con alle spalle il gruppo. Il guadagno quindi è di tipo sociale.  Il gregario (leader e gregario come termini tecnici inerenti al gruppo di pari)che conquista la fiducia del leader compiendo un azione esemplare quale picchiare a sangue un ragazzo gay. Il leader che in virtù di aumentare la stima dei suoi seguaci prende a sputi e sassate un altro ragazzo gay. O sempre il leader che “guida” un abuso sessuale su una ragazza gay. 

Per quanto riguarda l’ultimo esempio potrebbe entrare in gioco un altro fattore di guadagno. L’azione, infatti, l’abuso sessuale su una ragazza omosessuale da parte di uno o più ragazzi, sarebbe rappresentativa di un certo tipo, subdolo, si sa, ma concretamente esistente, di orgoglio maschile, con conseguente affermazione del maschio dominante e via discorrendo.

Quando parliamo di violenza di tipo verbale, chiunque può esserne l’artefice, utilizzando parole sprezzanti, in modo non necessariamente intenzionale. Grandi, piccini, gruppi, singoli, davvero tutti possono essere portatori più o meno sani di omofobia. Generalmente, invece, quando arriviamo agli episodi di violenza le fonti da cui scaturiscono sono quasi sempre le stesse. Troppo spesso genitori che vivono l’orientamento non eterosessuale del figlio nella vergogna, non sono in grado di accettarlo, oppure gruppi di persone non necessariamente ma spesso accumunate da uno stesso stile di vita e dalle stesse credenze.

Non sono particolarmente interessata a tirare in ballo la chiesa, eppure la religione più comune nel nostro paese è sempre viva sorgente di omofobia. Quasi sempre non si arriva alla violenza, ma come sanno pronunciare espressioni di disprezzo i cristiani, beh, difficilmente altri vi riescono.  C’è anche da dire, in favore di molti altri cristiani, che alle volte l’omofobia che è ritenuta  un po’, come dire, intrinseca nella religione cristiana – e dico ritenuta poiché la visione cristiana dell’omosessualità che abbiamo ad oggi è comunque frutto di un certo tipo di interpretazioni – non è più forte della voglia di comprendere e accettare gli altri qualsiasi fattore li caratterizzi, ma queste sono qualità – trovo – soggettive, e che non hanno a che fare con le credenze di ciascuno.

Al di la della religione, comunque un altro fattore scatenante, sempre nell’ambito delle credenze, è la fede ti tipo politico. Non di rado, gruppi di persone – anche qui spesso giovani – votati ad un certo tipo di estremismi politici, si destreggiano tra azioni violente  di tipo omofobo.

Ma non mi sentirei di sbilanciarmi se dicessi che gli estremismi di ogni genere e forma sono la principale causa della violenza in generale.

Possibilità di cura per la violenza omofobica?

Beh in linea generale, temo che non ce ne siano. In primo luogo bisogna soffermarsi sul nocciolo della questione, che è appunto la violenza – di per se ingiustificata, ma fittiziamente giustificata dal punto di vista degli autori, perché è importante capire che chi commette violenza deliberatamente e in modo indipendente è convinto di essere nel giusto- e io so bene quanto sapete voi che in un modo o nell’altro la violenza – nelle sue variegate forme – è onnipresente nelle società e tra le persone.

Si potrebbe però sì lavorare sulle cause della violenza, in linea di massima.

Così come in passato l’omofobia non è stata causa scatenante di violenza – e, si, mi riferisco a passati molto remoti, lo so :P – mentre lo sono state altre cose, in virtù delle modificazioni degli ambiti socio culturali, anche se andassero cambiando i perché della violenza, questa resterebbe.

E’ possibile che fra qualche decina d’anni la violenza omofobica sia talmente poco presente da non essere neppure degna di nota, mentre saranno più “in voga” violenza d’altra natura, ma questo potremmo saperlo solo vivendo.

Come sempre, e non smetterò mai di ripeterlo, informazione, per tutti, e voglia di conoscere e imparare.

Non è un deterrente assoluto, ma può essere un potenziale alleato per la lotta alla violenza sia generalmente intesa, che omofobicamente intesa.

Se avete dei figli, o desiderate averne, assieme al vostro affetto donate loro la voglia di imparare, la curiosità verso il mondo e verso le persone, e suscitate in loro il desiderio di riflessione.

Confrontatevi con i vostri amici, o colleghi, davanti a una tazza fumante di caffè. Parlare è importante per capire e realizzare la realtà, più di quanto si pensi. E quando avrete parlato, magari prima di addormentarvi, spendete qualche minuto del vostro tempo a riflettere. Non sarà mai tempo sprecato J

Alla prossima.

HeavenlyDaemon alle ore 17:04
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domenica, 28 settembre 2008

But That's a Gay Movie!!!!!!

In primis vorrei scusarmi per la mancanza di post in questi ultimi giorni, ma purtroppo il tempo scarseggia, quindi non so quanto potrò essere assidua all’interno del blog. Ad ogni modo, almeno per ora, rieccomi.

Vorrei allontanarmi dai temi scottanti degli ultimi post per trattare un altro argomento, non altrettanto pesante, ma a mio avviso altrettanto interessante.

 

Qualcuno di voi saprà, qualcun altro no, che esistono i cosiddetti film gay. Si, avete capito benissimo. Volendo essere più precisi e ampi, c’è una fetta (neppure appena visibile) del cinema dedicata ai film LGBT (misteriosa sigla che sta per Lesbo\Gay\Bi\Trans, per chi ne fosse all’oscuro).

Lo so che ho appena iniziato a parlarne, ma vorrei togliermi dinanzi alla strada di questo post una piccola polemica, per poi tornare al fulcro tematico.

Cos’avranno di così speciali i film gay per avere una categoria a parte nel vasto ambiente cinematografico? Cosa diavolo è quindi, un film gay? Eh, ragazzi miei,  c’è ben poco da dire come potete  immaginare. “Gay” è diventata una categoria di film, cosi come “commedia”, “thriller” “comico” e via discorrendo. Ovviamente avremo anche i conseguenti “commedia gay” “thriller gay” e blah blah blah.

Per essere ancora più chiari, se Titanic avesse avuto come personaggi principali, non Rose e Jack, ma Rose e Marie, allora sarebbe stato un film drammatico…gay.

Si, esatto. Il fattore che crea un film gay è semplicemente la presenza, più o meno visibile\sottolineata\corposa di personaggi\situazioni\relazioni di tipo omosessuale.

A livello puramente teorico credo sia sotto gli occhi di tutti l’inutilità della categoria (sottocategoria a volte) denominata “gay”, in quanto avrebbe la stessa identica utilità di una sottocategoria “etero”. Titanic è forse un film drammatico etero in quanto presenta all’interno della trama una relazione tra due persone di sesso opposto? Ovviamente no. Titanic resta un film drammatico. E basta. E Boys don’t cry (Inchino all’incredibile Hilary Swank per questo film) è un film altrettanto drammatico  (eh no, di più direi, né) e basta, a prescindere dal fatto che il protagonista sia una trans gender. Ma penso che non ci sia bisogno di continuare con esempi, in quanto credo che saremo più o meno tutti d’accordo su questo punto. Ma l’intoppo dov’è?

Perché c’è, sia chiaro.

L’etichetta (dannate loro…) “gay” ahimè, è, nella pratica, utile.

E’ un processo particolare quello per il quale un’inutile categoria diviene utile, però c’è, e ora provo a spiegarvelo.

Aspettate, provo così. Quanti di voi conoscono “Imagine me & you”, “Gray Matters”, “Puccini For Beginners”,  “But I’m a Cheerleader”, “When Night is Falling”, “Better than Chocolate”, “Tipping The Velvet” “Loving Annabelle”, “D.E.B.S” “Lost And Delirious”? A parte l’ultimo,purtroppo, arrivato in Italia con il titolo “L’altra metà dell’amore” (e, perdonatemi l’accento, ma è davvero tutto dire questa traduzione…non so se mi spiego) gli altri film(e l’elenco potrebbe continuare per molto…) sono praticamente sconosciuti. Se li conoscete – essendo film gay, anzi in questo caso lesbici – al 99% è perché siete più o meno gay o  conoscete persone froce che ve li hanno nominati.

Ma la cosa più simpatica sapete qual è? Che il film tra questi più noto in Italia – l’unico – è il meno meritevole – forse ne parlerò, in un prossimo post. Per il resto, esattamente come i film che presentano personaggi con orientamento diverso (non che poi in questi siano presenti solo omosessuali :P ) sono pellicole dalla qualità certamente opinabile, ma che meritano di essere visti.

E l’unico modo per conoscerli?

A meno che siate fortunati – o sfortunati a seconda del vostro punto di vista – e quindi vi imbattiate per caso nella visione di uno di questi film, l’unico modo per venire a conoscenza dell’esistenza di queste pellicole è cercare online dei siti che trattano del cinema LGBT.

C’è però da dire che, anche se foste fortunati, oltre a Imagine me & You, D.E.B.S e L’altra metà del’amore…beh, gli altri film non sono neppure stati tradotti nella nostra lingua. Non è meraviglioso?

Si potrebbe pensare che ciò derivi semplicemente dal fatto che, beh, questi film sono di pessima qualità. E’ cosi? Ma certo che no, amici miei. Molti, è vero, non presentano volti noti, ma ce ne sono con cast di tutto rispetto, e soprattutto di una qualità generale indubbiamente superiore alla marea di film spazzatura banali\sciocchi\a tratti inguardabili che arrivano in Italia e accogliamo a braccia aperte.

Non sono fiera del fatto che debbano esistere siti dedicati al cinema..gay, e non sono fiera del fatto che gay sia una categoria di film, ma, allo stesso tempo, mi tocca ringraziare per la presenza di questi siti perché se non esistessero non sarei mai venuta a conoscenza di diverse pellicole che ho avuto modo di apprezzare anche molto.

Ammetto che la mia conoscenza è di buon livello solo per quanto riguarda i film a tematica lesbica – come quelli sopra citati -  ma ho intenzione di ampliare presto la mia cultura di cinema gay anche alla G,alla B e alla T.

Tutto ciò per dire, raccogliendo le idee, che intenderei spezzare la tensione, tra un post e l’altro con recensioni di alcuni di questi film (o telefilm).  Intanto per farveli conoscere, sempre se ne avrete voglia, e poi per parlarne – anche qui se ne avrete voglia.

Riscaldate però le vostre conoscenze  linguistiche, altrimenti nulla da fare, se non procurarsi dei sottotitoli :D)

E sempre nell’ambito cinematografico\televisivo, mi piacerebbe soffermarmi sulla drammatica situazione italiana, almeno per quanto concerne la visibilità delle tematiche omosessuali. – beh, ragazzi, i temi del blog son questi no?. :P

A presto, spero, allora. E voi, nel frattempo,se vi va,  fatevi un giro su qualche sito di cinema LGBT.

HeavenlyDaemon alle ore 18:01
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mercoledì, 17 settembre 2008

Se sei frocio, ti tirano le pietre

Roma,coppia gay aggredita in strada

Insulti e sassate perché si baciavano

Una coppia di uomini di 28 anni è stata presa di mira da un gruppo di adolescenti a Roma, nei pressi dei Fori imperiali. I due stavano camminando mano nella mano quando sono diventati il bersaglio di sputi e lancio di bottiglie e sassi da parte dei giovani, che li hanno voluti punire anche con pesanti insulti per le loro effusioni in pubblico. Le vittime dell'aggressione hanno denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine arrivate sul posto.

La denuncia pubblica del fatto arriva dall'Arcigay della capitale, secondo cui nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 settembre, i due fidanzati, entrambi di 28 anni, dopo aver trascorso una serata alla Gay Street, si dirigevano verso i Fori Imperiali mano nella mano. Improvvisamente sarebbero stati aggrediti da un gruppo di 8-10 giovanissimi ragazzi, che li hanno insultati pesantemente e lanciato sputi, pietre e bottiglie. I due hanno chiesto aiuto e denunciato l'accaduto alle forze dell'ordine.

"Ancora una volta una terribile testimonianza di intolleranza verso le persone gay e verso l'amore omosessuale - afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -: i due ragazzi aggrediti si tenevano per mano e questo è bastato a scatenare gli insulti e l'aggressione. Ci preoccupa molto il clima di violenza che si respira in città, per questo ci auguriamo che le istituzioni collaborino con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l'omofobia".

Uno degli aggrediti: "Ci gridavano quelli come voi non li vogliamo in Italia"
"I ragazzi che ci hanno aggrediti ci gridavano 'quelli come voi non li vogliamo in Italia' e poi ci tiravano i sassi". Uno dei due giovani aggrediti, ricorda con chiarezza la voce degli aggressori, perché erano "voci di ragazzini, con forte accento romanesco: ce ne hanno dette di tutti i colori", racconta. Il giovane che con il suo compagno vive a Bologna ma aveva voluto passare con lui una serata a Roma, racconta la brutta vicenda: "Intorno all'una ci trovavamo dalle parti dell'Altare della Patria e abbiamo deciso di raggiungere alcuni nostri amici, in un locale di via San Giovanni in Laterano". La coppia si incammina, mano nella mano, poi continua la passeggiata abbracciata. "Sono stato colpito da uno sputo che veniva dall'alto, dov'è la basilica di Massenzio. Ho alzato la sguardo e ho visto una decina di ragazzetti che hanno cominciato ad insultarci, lanciandoci anche una bottiglia di plastica. Dopo un mio primo cenno di reazione, abbiamo preferito proseguire la nostra passeggiata, sempre abbracciati. Loro hanno, quindi, cominciato a lanciarci contro dei sassi, una decina, che per fortuna non hanno colpito nessuno".La coppia ha chiamato il 112 ma forse non denunceranno gli aggressori. "Siamo rientrati a Bologna in giornata - conclude - e non so se presenteremo una denuncia. Siamo molto amareggiati per quello che è accaduto, forse l'Italia e Roma, stanno davvero cambiando, in peggio".

Alemanno: "Esprimo solidarietà alla coppia"
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si augura che i responsabili del gesto vengano trovati al pù presto ed esprime solidarietà alla coppia. "Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay - dice il primo cittadino -. Nell'esprimere la nostra solidarietà alle vittime di questa assurda violenza, vogliamo ribadire, come dichiarato più volte, la piena condanna da parte dell'amministrazione capitolina e di tutta la città di Roma a ogni tipo di discriminazione".

"Esprimo piena solidarietà ai due ragazzi aggrediti e preoccupazione per il clima di intolleranza che si sta espandendo in città", dice in una nota l'assessore provinciale alle Politiche culturali di Roma, Cecilia D'Elia.

"Esprimere solidarietà non è sufficiente - dice Anna Paola Concia, deputata del Partito Democratico -. Alla ripresa dei lavori parlamentari la Commissione Giustizia inizierà a discutere la mia proposta di legge contro gli atti di odio omofobico, che prevede anche azioni positive per educare al rispetto verso le diversità sessuali. Noi deputati, di destra e sinistra dobbiamo urgentemente affrontare l'emergenza omofobia e risolvere il problema".

Fonte: www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo426588.shtml

Non c'è molto da commentare, in effetti.
Per quanto ancora le persone dovranno avere paura di essere se stesse e sentirsi costrette a vivere la propria vita, le proprie emozioni nella vergogna e nel timore?

HeavenlyDaemon alle ore 15:11
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